| Di base | |
| Età: 4-6 | |
| 10-15 min | |
| I bambini scelgono un'emoticon che rappresenta una determinata emozione, ne nominano il sentimento, ne condividono degli esempi e la posizionano su una parete per creare insieme una collezione di emozioni. | |
| Auto.Regolazione | |
| Mentalità di crescita | |
| Compito cognitivo Conversazione Genitori | |
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Utilizzate schede di lavoro già pronte oppure create le vostre carte stampandole e plastificandole. Raccogliete tutte le faccine che rappresentano le emozioni e mettetele in una scatola o in un cestino, in modo che i bambini possano sceglierle. Applicate un pezzetto di adesivo (come nastro biadesivo o pasta adesiva riutilizzabile) sul retro di ogni faccina in modo che i bambini possano attaccarle a una superficie o a una parete durante l'attività.
Ogni bambino, a turno, si alza in piedi e sceglie un'emozione da una scatola o da un cestino. Insieme al gruppo, nominano l'emozione espressa sul viso e parlano di situazioni in cui le persone potrebbero provare quell'emozione. Gli altri bambini sono incoraggiati ad aggiungere le proprie idee ed esempi.
Dopo una breve discussione, il bambino incolla il volto scelto su un grande poster o su un cartellone dove verranno raccolte tutte le emozioni.
Concludete con una discussione di gruppo su come si sono sentiti i bambini durante il gioco. Si sono divertiti a scegliere e a parlare delle loro emozioni? Vorrebbero giocare di nuovo un altro giorno?
Preparate delle schede aggiuntive con diverse scene di vita quotidiana che potrebbero suscitare emozioni (ad esempio, un bambino che porta via un giocattolo a un altro bambino). Queste immagini possono aiutare i bambini a comprendere il compito e a esprimere le proprie idee più facilmente.
Iniziate con le emozioni di base: gioia, tristezza, rabbia, sorpresa e paura. In seguito, potrete ampliare l'attività aggiungendo sentimenti più complessi come vergogna, disgusto o orgoglio.
Potete anche invitare i bambini a scegliere un'emozione che rappresenti come si sentono in questo momento. Incoraggiateli a spiegare perché si sentono così, se si sentono a loro agio nel farlo.
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